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Come spiegare un periodo di inattività nel CV

Un periodo di inattività si vede subito nelle date di un CV. Presentato in una riga chiara, diventa un fatto come un altro, e al colloquio resti tu a guidare.

Indicarlo nel CV

Oltre qualche mese basta una riga datata, al suo posto nella cronologia:

  • "2023 – 2024: congedo parentale";
  • "2022: anno sabbatico, viaggio e studio dello spagnolo";
  • "2024: corso di analisi dei dati";
  • "2021 – 2022: pausa per motivi familiari".

Scegli tu il livello di dettaglio. Per la salute basta "pausa per motivi personali".

Valorizzare ciò che hai fatto durante la pausa

Formazione, volontariato, progetto personale, incarichi brevi: tutto ciò che mantiene vive le tue competenze può comparire nella riga della pausa o nelle sezioni Formazione e Progetti. Una competenza recente o uno strumento appreso rassicura sul tuo rientro.

Rispondere al colloquio

Prepara una risposta breve in tre tempi: il motivo in una frase, cosa hai fatto in quel periodo e perché oggi sei pronto o pronta per questo ruolo. Poi riporta la conversazione sul ruolo. Vedi anche il CV per il rientro al lavoro.

Domande frequenti

Da quale durata conviene spiegare un buco nel CV?

Due o tre mesi tra due lavori passano di solito inosservati. Oltre i sei mesi è utile una riga di spiegazione.

Posso indicare un periodo di disoccupazione?

Sì, con ciò che hai fatto in quel periodo: ricerca di lavoro, formazione, incarichi occasionali. I recruiter conoscono bene questi periodi.

Devo spiegare nel dettaglio un motivo di salute?

Il livello di dettaglio lo decidi tu. "Pausa per motivi personali" è una formula comune e accettata.

La tua prossima candidatura inizia qui.

Per approfondire